TEATRO E MUSEO


 

 


Fate la faccia feroce

spettacolo di Amal e Samir Oursana

al Teatro della Tosse di Genova
domenica 20 marzo 2005, ore 16

 

 

 

Il progetto ÀïshA approda a Genova, nello storico e centrale Teatro della Tosse, quello dove Emanuele Luzzati disegna e lavora da una vita, per intenderci. Domenica 20 marzo, alle ore 16, va in scena Fate la faccia feroce, lo spettacolo per bambini che Amal e Samir Oursana, attori e autori del testo, hanno dedicato ai giochi e le fantasie della loro infanzia marocchina. Lo spettacolo getta uno sguardo candido e fresco sui ricordi, e si rivela un avventuroso viaggio alla scoperta di Aisha Kandisha, del Ghoul e altri piccoli spiriti o mostri, a volte buoni, a volte cattivi, che popolano i sogni dei bambini del Maghreb. Al buio è bello giocare, sfidare queste creature con smorfie e facce improbabili.

“Sono i mostri con cui siamo cresciuti”, spiega Amal, “immaginandoceli nel buio della notte quando si spegne la luce e finiscono le storie raccontate. Per vincere le paure ci alzavamo dal letto e giocavamo a fare la faccia più cattiva, quella che fa più paura. Ma il messaggio vero è diretto al mondo dei grandi: smettetela di fare la faccia feroce sul serio!”.

Lo spettacolo ha debuttato al Festival Zona Franca di Parma e ha ricevuto consensi di pubblico e critica.

"Dopo il successo a Scenario, Amal e Samir Oursana, i fratelli marocchini del progetto ÀïshA, tornano con Fate la faccia feroce in cui raccontano la giovinezza - abitata da sogni e leggende, da mostri e paure - nella loro terra di origine. Narrano, con una spontaneità che possiamo tranquillamente definire bravura di interpreti, di Aisha Kandisha, ambigua divinità che rapisce i viaggiatori ed i folli e nello spazio di un’ora creano tutto un mondo con semplice e coinvolgente sapienza da teatranti." (Nicola Viesti).

"Amal e Samir Oursana, segnalati al Premio Scenario dove avevano raccontato la loro esperienza di immigrati di seconda generazione, in Fate la faccia feroce si immergono questa volta nella loro infanzia per ridonarci intatti, deliziosi brandelli del loro passato fatti di personaggi curiosi e di paure ataviche. Così sulla scena, in modo ironico e poetico, ma efficacemente credibile, personaggi e mostri si alternano trasportandoci in un’infanzia molto particolare, forse diversa dalla nostra ma in cui ognuno può facilmente ritrovarsi." (Mario Bianchi)

accompagna alla batteria Filippo Bonazzi
collaborazione di Francesco Rossetti e Sara Goldoni
progetto per bambini dai 6 ai 9 anni