LA SCUOLA

 

Cosa significa studiare a Minsk
L’esperienza nelle università della Ex URSS, raccontata da un universitario italiano
intervista di Tatyana Yatzucovich

Capita, di tanto in tanto, di fare incontri fortunati ed imprevedibili che, quando si vive all’estero, ti fanno respirare per un poco l’aria di casa.
Io, Tatyana, bielorussa di Minsk, studentessa alla facoltà di ingegneria dell'università di Modena, avrei voluto raccontare un giorno o l’ altro come funzionano le cose nelle università del mio paese. Così come, quando si presenta l’ occasione, racconto volentieri le abitudini e la cultura della Bielorussia. In questo caso lo farà per me Andrea, un amico di Milano, studente di giurisprudenza, conosciuto in estate. Uno studente che, contrariamente ad altri studenti che sognano esperienze americane, ha scelto un paese cosiddetto... in via di sviluppo. E questo, come si dice in gergo giornalistico… fa notizia.
Allora Andrea raccontami. Se ho capito bene, eri spinto dalla voglia di sapere e di verificare di persona come si vive negli stati dell’ ex URSS. Quando sei partito? Subito dopo il liceo? O avevi già iniziato gli studi universitari in Italia? Ti sei organizzato da solo o all'interno di qualche programma?
Dopo il liceo ho iniziato l'università qui in Italia, a Milano. Durante l'anno sono venuto a conoscenza che in estate era in programma uno scambio culturale tra la nostra università e l'università statale di Mosca. Non potevo lasciarmi scappare questa opportunità.
Andare in Russia era un mio desiderio e realizzarlo in altro modo sarebbe stato molto difficile e costoso.
Ho trascorso 10 settimane a Mosca con questo progetto con altri 9 studenti della mia università.
Come era organizzato lo studio?
Alla mattina studiavamo il russo, al pomeriggio a visitare la città. Alla sera gli orari erano rigidi, si rientrava sempre molto presto.
Con chi hai vissuto? Eri con altri studenti?
Eravamo alloggiati alla casa degli studenti. Insieme a noi italiani in questa casa c'erano africani (dell'Angola, del Ghana) vietnamiti, cinesi, tedeschi, finlandesi. Un vero e proprio mosaico multietnico.
La cosa suscitava reciproca curiosità. Tutti eravamo stranieri in terra straniera.
Le storie personali erano molto diverse: noi europei lì a farci una vacanza un po’ speciale, gli stranieri provenienti dai paesi del terzo mondo per poter avere una opportunità che i paesi d’origine non offriva.
Dopo questo periodo come ti sei organizzato?
L'anno successivo sono andato in Belarus a trascorrere un intero anno accademico. Non è stato semplice perchè la Belarus non partecipa al programma Erasmus. Su consiglio di un professore ho contattato l'ambasciata ed ho chiesto come fare per iscrivermi alla facoltà di giurisprudenza di Minsk.
Hai avuto difficoltà a farti riconoscere gli esami fatti in Italia?
Ho dovuto chiedere alla mia facoltà quali esami avrei potuto sostenere all'estero e mi è stata data una lista di esami (tutti ad indirizzo internazionalistico) che avrei potuto dare fuori dall'Italia ammesso che
rientrassero nel mio piano di studi e fossero attivati presso la facoltà straniera.
La facoltà di giurisprudenza è legata molto alla legislazione del
proprio paese. Dunque come hai superato questo problema?
Diritto civile bielorusso non mi sarebbe mai stato riconosciuto in Italia. Perciò l'unico esame che mi è stato riconosciuto, ed anche l'unico che ho sostenuto, è stato diritto pubblico internazionale che corrispondeva a diritto internazionale del mio piano di studi. Poi sono ritornato un periodo in Italia per proseguire regolarmente il mio corso di laurea, e di nuovo in Belarus per scrivere la tesi di laurea.
Il mio esame è stato autenticato dall'università di Minsk, e in seguito registrato dalla università italiana.
A Minsk io non alloggiavo nella casa degli studenti. Ho affittato un piccolo appartamento, poco costoso.
Non ho mai avuto contatti a Minsk con altri studenti stranieri. Gli stranieri erano quasi tutti a medicina e ingegneria. Contatti solo con bielorussi. Con alcuni si è anche instaurata una amicizia che dura tuttora.
Hai avuto problemi con la lingua? Come hai affrontato questa difficoltà?
Non è stato semplice. Un conto era parlare il russo un altro leggerlo, specialmente su di un testo d'esame. Spesso andavo alla facoltà di linguistica a seguire le lezioni di italiano-russo.
La lingua è stata una grossa difficoltà, soprattutto quando si trattava di leggere. In aula ero un po’ l'attrazione del corso. Credo che quasi tutti sapessero che ero italiano. Mi sentivo un po’ un extraterrestre.
Come sono le modalità d’ esame?
Le modalità d' esame sono molto diverse. Noi in Italia abbiamo molti appelli, quasi tutti i mesi, almeno nella mia facoltà, con esami molto lunghi. In Belarus gli esami si danno al termine dei corsi a maggio-giugno e si sostengono tre-quattro esami tutti insieme, molto più corti dei nostri. L'università è strutturata quasi come un nostro liceo.
Cosa hai apprezzato di più di questa esperienza?
Dell'università a Minsk ho apprezzato i ritmi di studio, più umani rispetto ai nostri, la possibilità per tutti di avere un alloggio gratuito, i testi forniti dall'università, uno stipendio, gli accordi tra le università bielorusse e alcuni stati esteri per mandare gli studenti, specialmente di linguistica, a svolgere uno stage estivo all'estero. Tutti quelli che conosco sono andati negli USA.
Cosa invece non ti è piaciuto confrontando questa esperienza universitaria con quella italiana?
Non mi è piaciuta la scarsa partecipazione critica degli studenti alla vita politica universitaria.
Una contestazione studentesca a Minsk è ancora impensabile. In Belarus è molto difficile entrare all'università. I test d'ingresso sono molto selettivi. Una volta entrati però è molto più semplice terminare gli studi. In Italia, a parte alcune facoltà, è l'esatto contrario. Inoltre in Belarus si inizia l'università molto prima, mediamente a 17anni, e si finisce molto prima, a 22-23 anni. In Italia si inizia a 19
anni e si finisce a 26-27 anni (quando si finisce). In Belarus si fa carriera molto presto soprattutto nell'università e nelle istituzioni. A 30 anni si è già affermati nella propria professione.
Insomma è stata una bellissima esperienza. Rallenta gli studi, ma aiuta a sprovincializzare la mentalità di noi studenti italiani e cosa più importante consente di imparare decentemente una lingua. Questo è molto importante soprattutto per chi vorrà lavorare negli organizzazioni internazionali.

 

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