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ALL'OMBRA
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Un Po d'India
La Pianura Padana come il
Punjab
di Stefania Casini
per gentile concessione
di RAI 3 e dell'autrice
Nebbie mattutine con il sole che sale a
fatica dall´orizzonte, impronte sulla terra ancora impregnata di
brina, stivali di gomma e turbante, il sikh apre la stalla della
fattoria modello e inizia il rito della mungitura.
Sono più di 3000 i sikh nella
provincia di Reggio, i temibili uomini dal turbante descritti da
Salgari come spietati guerrieri, sono in realtà persone gentili
che, per il tradizionale rispetto che hanno delle mucche, fanno i
mandriani e si occupano di loro nelle grandi stalle della pianura
padana. Hanno una comunità molto forte, perfino un tempio, il
più grande d´Europa che nel 2000 è stato inaugurato
da Prodi, un giornale on-line e un gran numero di siti web per tenersi
in contatto con le numerose comunità sikh sparse nel mondo.
C´è perfino un´agenzia matrimoniale con timidi
annunci, senza foto, di giovani che cercano marito. Tra i segni
particolari degli uomini c´è la specifica " porta o no il
turbante." Quel turbante che è segno di continuità della
tradizione, ma che diventa scomodo per le nuovissime generazioni di
sikh nati e cresciuti in Europa.
Tutti a Novellara sono d´accordo sui
sikh: sono gran lavoratori, non creano problemi, sono onesti. Le
famiglie sono venute qui dal Punjab con la volontà di crearsi un
futuro, di fare soldi e poi chissà un giorno tornare in India.
Sono arrivati con le loro spezie, le loro preghiere, i loro canti, le
mogli silenziose e sorridenti. Sapevo che esisteva questa comunita` e
ho deciso di raccontare la storia di due gruppi di giovani.
Sono andata molte volte al Tempio a
Luzzara, ho incontrato diversi ragazzi e individuato i due gruppi che
volevo raccontare . Sono poco piu che adolescenti, un gruppo, molto
legato alle tradizioni che pratica le antiche arti marziali del Gatka,
e l'altro che ha deciso di formare un corpo di Bhangra, le danze
tradizionali. Ho passato molte ore con loro e mi sono fatta raccontare
la loro vita, come sono arrivati in Italia dal Punjab e soprattutto
quali sono i loro sogni, le loro ansie, le giornate nella routine
quotidiana. Sony ha 22 anni e' arrivato in Italia con un viaggio
rocambolesco, come sempre senza permesso di soggiorno, inseguendo come
tanti il sogno di una futuro migliore. E' riuscito ad inserirsi e
regolarizzare la sua posizione proprio qui in Emilia dove le
istituzioni hanno la grande capacita di trovare la via per aiutarli ad
integrarsi senza perdere le loro radici e la loro cultura. Sonny ora
lavora in fabbrica ma e` molto legato alla religione sikh e alle sue
tradizioni, e' un po' l'anima del gruppo di arti marziali.
Attorno a lui gravitano Sing Hira, che
studia in una scuola tecnica e ama le arti marziali in cui eccelle e
Jot che studia a Reggio Emilia in un Istituto professionale. Jot ha 16
anni i suoi genitori entrambi insegnanti hanno lasciato il Punjab, come
molti, per dargli delle opportunita. Riconoscente e studioso Jot, che
ormai parla italiano con un accento emiliano e` combattuto fra le due
culture, non sa ancora come comportarsi, resta molto legato alla sua, e
d'altra parte si scontra col quotidiano dei suoi compagni di scuola,
abituati a liberta' per lui ancora indecifrabili. Questo gruppo che
gravita intorno al tempio, segue l'etica sikh e i suoi principi. Azad,
che ha formato il gruppo di ballo di Bhangra, e' in Italia da molti
anni, i suoi sono arrivati circa 20 anni fa e sono un po`la famiglia di
riferimento per la comunita`di Luzzara. Non e`ancora battezzato,
secondo il rito Sikh, non porta turbante o capelli lunghi, frequenta
sia amici italiani che sikh e ha una sorella, Alessandra, nata in
Italia, croce e delizia della famiglia. Iperprotettivo Azad, che pure
capisce in qualche modo le esigenze di Alessandra, vorrebbe come i
genitori, che lei seguisse rigorosamente i dictat della tradizione
sikh. Ovviamente e`impensabile, Alessandra, che nel documentario
confessa la sua difficolta di vivere tra due culture, frequenta le sue
compagne di scuola, parla e pensa ormai italiano con tutte le
contraddizioni del caso.
Azad ha formato con molte difficolta il
gruppo di Bhangra, sia lui che Alessandra sono un esempio del conflitto
e delle contraddizioni che vivono questi ragazzi dell' utima
generazione di immigrati. Cosi' ho raccontao la storia di questi
giovani fra le cascine di Novellara e Luzzara, il lavoro nelle stalle e
la voglia di inseguire sogni e riprendersi le proprie radici culturali,
divisi come sono fra il Tempio e le megadiscoteche emiliane, la scuola,
e la famiglia. Una storia di adolescenti di questa nuova generazione in
bilico fra due culture, che rispecchia una nuova realtà e una
modello di integrazione positivo e riuscito. Storie allegre,
sentimentali, di solitudine, di gelosie, storie anche buffe, storie di
ogni giorno fra padri e figli in un documentario narrativo, che coniuga
fiction col rigore della realta'.
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