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Vivere tra due mondi
Opportunità o difficoltà? L' Università di Modena indaga il complesso mondo degli adolescenti immigrati.
Di Jabran Fazal

Come vivono, cosa pensano, che futuro sognano gli adolescenti immigrati? Le domande se le sono poste tre ricercatori dell´Università di Modena (Elisa Rossi, Sabrina Carotti e Alessandro La Palombara) che, con la supervisione del sociologo Claudio Baraldi, hanno svolto la ricerca dal titolo: "Gli adolescenti immigrati e figli di genitori immigrati a Modena".

L´indagine ha preso in esame un campione di adolescenti tra i 16 e i 18 anni, 48 ragazzi e 36 ragazze e 9 bambini (minori non accompagnati che vivono a Modena), prevalentemente provenienti da Nordafrica, Africa Subsahariana, Area balcanica. Condotta nell´arco di due anni nelle scuole superiori modenesi e nei gruppi di frequentazione giovanili, la ricerca ha toccato i seguenti temi: terra di confine, attraverso i confini, identità culturali e comunicazione sociale. In altre parole significa che il lavoro ha cercato di indagare le identità complesse di chi vive tra due mondi e il disagio o al contrario l´ opportunità che nasce dal fatto di appartenere a due culture, quella d´origine e quella di destinazione.

E´ emerso che, in generale, più la cultura d´origine è vicina (materialmente, o in termini di tempo, o vicina dal punto di vista affettivo) maggiore è la probabilità che i ragazzi si identifichino con essa, mentre a partire dalla seconda generazione l´identificazione con la cultura d´origine è molto meno frequente e, quando si produce, ha un significato tutto particolare, ovvero come se fosse vissuta "all´occidentale".

Dalla ricerca risulta che gli immigrati (ovvero i loro genitori) sono venuti in Italia fondamentalmente per tre motivi: lavoro studi o per motivi affettivi e familiari. I giovani sentono ancora forte l´influenza da parte della famiglia e nonostante siano attratti anche dalle abitudini e dai modi di vivere occidentali, accettano e condividono le regole familiari, insomma difficilmente sono figli ribelli.

Molti giovani riescono a fare convivere l´influenza culturale della famiglia (le tradizioni, le regole, ecc) con le abitudini e i modi di vivere dei loro coetanei attraverso una identità "multiculturale". I problemi nascono quando i ragazzi vedono sfumare il loro diritto alla piena integrazione e si trovano di fronte un mondo che li guarda come "alieni", come "stranieri" anche quando stranieri non lo sono proprio, come i ragazzi della seconda e terza generazione. E´ in questi casi che nasce il desiderio di ricostruire una "cultura d´origine" che li accolga a pieno titolo, in cui possano identificarsi totalmente. E qui. in questo spazio di nessuno, che possono nascere i germi del fanatismo