IL MUNICIPIO


Voti virtuali per immigrati reali: a Nonantola hanno votato (simbolicamente) anche gli stranieri
di Rahsan Karadag

A Nonantola (in provincia di Modena) sabato 12 e domenica 13 giugno, in occasione dell’ultima tornata elettorale, anche gli stranieri hanno votato presso la Sala del Consiglio comunale. L’unica variante rispetto alle amministrative “reali“ era che in questo caso il voto era simbolico.
L’iniziativa, approvata in un ordine del giorno nel 2002 dal Consiglio comunale su proposta del sindaco uscente Stefano Vaccari e dalla Consulta comunale degli stranieri, con il consenso del presidente della Repubblica Ciampi, aveva l’obiettivo di sottolineare l’importanza di uno dei diritti fondamentali dell’uomo: il diritto di voto e l’attuazione delle politiche di integrazione di cui tanto si parla.
Dei 630 aventi diritto, di 42 paesi diversi, hanno votato in 230, ovvero il 36.60%. Le comunità più vecchie come quella ghanese, marocchina e quella ucraina hanno registrato il maggior numero di afflusso, mentre comunità di nuova immigrazione, come quella turca e quella del Bangladesh, hanno registrato rispettivamente il 37.7% e il 70% di presenze. Tutti gli stranieri erano consapevoli del fatto che il voto fosse virtuale e non reale perchè, nei giorni precedenti era stato distribuito a tutti gli stranieri residenti a Nonantola, grazie all’aiuto di traduttori volontari dell’Associazione Nuovi Municipi, una lettera scritta in italiano, arabo, inglese e francese.
La lista che ha contato il maggior numero di voto è stata quella di centrosinistra Unitipernonantola che candidava a Sindaco Pierpaolo Borsari, ottenendo ben l’ 86.16% dei voti.
L’iniziativa, nonostante le contestazioni delle opposizioni e la possibilità di votare solo per le elezioni comunali, è stata molto apprezzata da parte degli immigrati come testimonia Patrick Gabriel Umoh, di origine nigeriana, residente a Nonantola da più di 20 anni, laureato in farmacia.
“ E’ stata la prima volta che ho votato in vita mia perché mi sono trasferito qui più di 20 anni fa e quindi non ho potuto esercitare questo diritto nemmeno nel mio paese; ritengo che essendo una persona che vive in questa città, paga le tasse, ed è interessata alla qualità dei servizi, come tanti stranieri regolarmente residenti in Italia, credo di avere il diritto di voto e di poter scegliere le persone che governeranno tutti i cittadini e dunque anche noi immigrati. Apprezzo quello che il Sindaco uscente ha voluto trasmettere e soprattutto la proposta che ha lasciato alla nuova amministrazione comunale, e cioè la modifica dello statuto per permettere agli stranieri che si trovano in Italia da almeno 5 anni di poter votare. Spero che l’esempio di Nonantola possa essere compreso e seguito da altri comuni e che si possa dimostrare finalmente il concetto di cittadino del mondo”.


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