L'EDICOLA

Brasile. Gringos: 500.000 approfittatori di miseria e ladri d’infanzia

di Bonacini Silvia

Nasce a Porto Alegre nel gennaio 2005 la campagna ‘Stop Sexual Tourism’ promossa da Modena Terzo Mondo, sostenuta con ampie adesioni dall’associazionismo del Terzo Settore e dalle Istituzioni italiane ed estere (Ministeri dei Diritti Umani, Giustizia, Turismo, Ambiente).
Il modenese Luca Mucci, ideatore del progetto italo-brasiliano, ha presenziato sabato 8 ottobre al dibattito “Bambine e bambini nelle guerre dimenticate” per denunciare, documentare e sensibilizzare i cittadini su questo tema, all’interno dell’iniziativa ‘Le Città Visibili’, promossa da Comune di Modena, Regione e Fondazione Cassa di Risparmio.

Sono 500.000 i minori sfruttati ogni anno in Brasile e 80.000 gli italiani conniventi .
L’età media dei minori coinvolti è fra i 7 e gli 15 anni: secondo il rapporto UNICEF il 17% delle baby prostitute ha avuto il primo rapporto fra i 7 e gli 11 anni, mentre il 59% fra i 12 e i 14.
L’identikit dello sfruttatore medio è maschio nel 95% dei casi, fra i 20 e 40 anni, prevalentemente proveniente da Veneto e Lombardia ma non solo, di ogni classe sociale e credo politico, cieco burattino del lato più aberrante della globalizzazione, che a basso costo parte in cerca di esotiche evasioni a prezzi modici esibendo il proprio macismo capitalisticoperché ‘fa moda’ e che nel 60% pretende rapporti non protetti.
L’area più frequentata è quella del nord-est, soprattutto le città diFortaleza e Natal, ma anche Rio, Salvador, Foz do Iguanço e Manaus.
Non è un caso che le autorità italiane e brasiliane abbiano applicato proprio qui ,per la prima volta nel dicembre 2004, la legge 269/1998 ‘Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù’, effettuando l’arresto di un’organizzazione a delinquere di operatori turistici italiani e denunciandone gli utenti per sfruttamento della prostituzione minorile.
Il fenomeno, emerso nei suoi numeri attuali da un’inchiesta condotta dalla Commissione Parlamentare del Governo Brasiliano e correlata ad una rete di ONG,negli ultimi 6 anni ha assunto caratteristiche di massa: dietro di esso si concentrano enormi interessi economici che alimentano una élite para-legale brasiliana e italiana dedita allo sfruttamento della prostituzione infantile e che nulla lascia all’economia locale.
Il dissesto economico, l’esclusione sociale, la fame (53 milioni sono i numeri del solo nord est) e l’incremento dell’imprenditoria straniera in ambito turistico rappresentano la base dalla quale si espande la tratta dei minori, venduti spesso dalle stesse famiglie a chiunque offra una somma sufficiente per sfamarne gli altri figli.
Le donne sono particolarmente colpite poiché vengono schiacciate da decenni di maschilismo e sottomissione ci spiega Mucci, la maggior parte di esse, rimasta incinta a seguito di rapporti o violenze in giovane età, trova nella prostituzione, peraltro legale in Brasile, l’unica via possibile al proprio sostentamento: per questo siamo fieri che l’associazione delle prostitute brasiliane sia fra i sostenitori della campagna assieme al Presidente Lula, Sindaci delle città, ONG, Chiese, Associazioni di albergatori e operatori turistici (lettera presidente).
C’è bisogno d’intervenire sulle cause attraverso azioni mirate sul territorio: la sensibilizzazione e la conoscenza del fenomeno aiutano ma non bastano, continua, bisogna operare coinvolgendo gli operatori ‘sani’ del settore, promuovendo un turismo etico e responsabile che valorizzi le risorse; si deve collaborare con le organizzazioni, le chiese, le istituzioni brasiliane nella costruzione di progetti di aiuto, educazione e sviluppo.
Modena Terzo Mondo è attiva in Brasile da 14 anni:è presente sul territorio con case di accoglienza, educazione e formazione per minori e donne vittime della tratta; ha istituito un osservatorio per monitorare il fenomeno e finalizzato alla verifica delle imprese italiane in loco oltre ad aver promosso il progetto ‘Fame Zero’ .

Per chi volesse sostenere la campagna veda il sito www.stopsexualtourism.org oppure per erogare contributi: Campagna Italiana contro il turismo sessuale: Banca Popolare dell’Emilia Romagna AG 6 Modena C/C N° 1303190 Abi 5387 Cab 12912

FOTOGALLERY

Per approfondimenti:

http://www.forumsocialmundial.org.br
www.stopsexualtourism.org
http://www.amnesty.it/educazione/formazione/ mainstreaming/bambini/traffico_sessuale.html
http://www.viaggiatorionline.com/news.asp?id=2522
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=1175
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=1982
http://www.tremembe.unimondo.org

Se avete domande, segnalazioni o avete voglia di esprimere una vostra opinione vi invitiamo a scrivere a: info@pipol-integra.it

Ricerca dell'Università di Parma ed ECPAT sul turismo sessuale

10/10/05

 

 

 

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